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Codice Gara: 008-01-2019

Committente: AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU - CAGLIARI

Scadenza: 13-02-2019

Scadenza Candidatura: 27-01-2019

Link Documentazione: https://www.aobrotzu.it/index.php?xsl=16&s=9&v=9&c=326&id=336547&va=&tipodoc=1,3

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: Procedura aperta informatizzata per l’affidamento del servizio di verifica della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva relativi ai “Lavori di Riqualificazione dei locali di medicina nucleare, radiologia e locali destinati all’endoscopia del P.O.A. Businco di Cagliari”

Cig: 773876246D

Comune: Cagliari (CA)

Parti progettuali:
Verifica di Progetto

Importo Lavori: 2073090.00

Importo Servizi: 63428.94

E.20: 1078006.80

IA.01: 41461.80

IA.02: 539003.40

IA.04: 414618.00

Professione: Ingegnere Civile

Professione: Ingegnere Elettrico

Professione: Ingegnere Energetico

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Codice Gara: 005-01-2019

Committente: COMUNE DI MONSERRATO

Scadenza: 11-02-2019

Scadenza Candidatura: 22-01-2019

Link Documentazione: https://monserrato.etrasparenza.it/archivio11_bandi-gare-e-contratti_0_418201_876_1.html

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: Procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del D.lgs. 50/2016 per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria per la progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza dei lavori di “Manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole pubbliche del patrimonio cittadino”.

Cig: 77320376C7

Comune: Monserrato (CA)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 930000.00

Importo Servizi: 132489.88

E.08: 850000.00

IA.01: 80000.00

Professione: Architetto Edile

Professione: Ingegnere Elettrico

Professione: Tutte le professioni

Abilitazione: Abilitazione coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione

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Codice Gara: 007-01-2019

Committente: Comune di Nuoro

Scadenza: 28-02-2019

Scadenza Candidatura: 03-02-2019

Link Documentazione: http://www.comune.nuoro.it/new-portal/index.php/articolo/9630/1/1094-incarico-messa-in-sicurezza-rio-thiesi-e-rio-lollove.htm

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: GARA A PROCEDURA APERTA PER L’APPALTO DELL’INCARICO DI PROGETTAZIONE DI FATTIBILITÀ TECNICA ED ECONOMICA E DEFINITIVA, DEI LAVORI DI “MESSA IN SICUREZZA DEL RIO THIESI E DEL RIO LOLLOVE”

Cig: 7761890242

Comune: Nuoro (NU)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva

Importo Lavori: 5060000.00

Importo Servizi: 89881.55

D.02: 5060000.00

Professione: Ingegnere Civile Idraulico

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Codice Gara: 006-01-2019

Committente: COMUNE DI MONSERRATO

Scadenza: 04-02-2019

Scadenza Candidatura: 22-01-2019

Link Documentazione: https://monserrato.etrasparenza.it/index.php?id_oggetto=11&id_doc=418195

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI ATTINENTI ALL’ARCHITETTURA E ALL’INGEGNERIA PER LA PROGETTAZIONE, DIREZIONE LAVORI E COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA DEI LAVORI

Cig: 7733562141

Comune: Monserrato (CA)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 500000.00

Importo Servizi: 143559.05

S.01: 200000.00

P.03: 120000.00

E.22: 180000.00

Professione: Architetto Edile

Professione: Ingegnere Civile

Professione: Geologo

Professione: Agronomo

Professione: Tutte le professioni

Abilitazione: Abilitazione coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione

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Codice Gara: 004-01-2019

Committente: COMUNE DI QUARTUCCIU

Scadenza: 19-02-2019

Scadenza Candidatura: 27-01-2019

Link Documentazione: http://www.comune.quartucciu.ca.it/ente/bandi/2245

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: Procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del D.lgs. 50/2016 per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria per la progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza dei lavori di “Ampliamento del cimitero comunale 2° stralcio”.

Cig: 7734234BCB

Comune: Quartucciu (CA)

Parti progettuali:
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 1350000.00

Importo Servizi: 138673.36

E.11: 700000.00

V.02: 650000.00

Professione: Architetto Edile

Professione: Ingegnere Civile

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Codice Gara: 003-01-2019

Committente: COMUNE DI ORGOSOLO

Scadenza: 01-02-2019

Scadenza Candidatura: 20-01-2019

Link Documentazione: http://www.comune.orgosolo.nu.it/index.php/19-bandi-e-gare/461-bando-di-gara-procedura-aperta-telematica-criterio-dell-offerta-economicamente-piu-vantaggiosa

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: BANDO DI GARA CON PROCEDURA APERTA TELEMATICA - CRITERIO DELL'OFFERTA ECONOMICAMENTE PIU' VANTAGGIOSA - PER IL SEVIZIO DI PROGETTAZIONE COMPRESA RELAZIONE PAESAGGISTICA, VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' ALLA V.I.A. , STUDIO DI COMPATIBILITA' IDRAULICA, STUDIO E INDAGINI ARCHEOLOGICHE, NECESSARIE ATTIVITA' PRELIMINARI, COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE, CONFERENZE DI SERVIZI PER IL RIPRISTINO DEL PONTE BADDU E HARRU IN LOCALITA' LOCOE - COMUNE DI ORGOSOLO.

Cig: 7701313C86

Comune: Orgosolo (NU)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 880000.00

Importo Servizi: 162423.73

S.04: 660000.00

E.19: 132000.00

D.02: 88000.00

Professione: Ingegnere Civile Strutturista

Professione: Architetto Paesaggista

Professione: Ingegnere Civile Idraulico

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Codice Gara: 001-01-2019

Committente: COMUNE DI DORGALI

Scadenza: 01-02-2019

Scadenza Candidatura: 22-02-2019

Link Documentazione: https://www.comune.dorgali.nu.it/avvisi/_?subtype=0

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: BANDO DI GARA PER L'AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PROGETTAZIONE DI FATTIBILITÀ TECNICA ED ECONOMICA, DEFINITIVA, COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE, E DELL’EVENTUALE PROGETTAZIONE ESECUTIVA, COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA E DIREZIONE DEI LAVORI DELLE OPERE DI: COMPLETAMENTO SPAZIO PUBBLICO E REALIZZAZIONE PEDONALE LUNGO LA VIA LA FAVORITA A CALA GONONE.

Cig: 774708157B

Comune: Dorgali (NU)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 650000.00

Importo Servizi: 84342.35

E.18: 100000.00

IA.03: 60000.00

V.02: 460000.00

D.04: 30000.00

Professione: Architetto Paesaggista

Professione: Ingegnere Civile Idraulico

Professione: Architetto Edile

Professione: Ingegnere Edile

Professione: Ingegnere Elettrico

Professione: Ingegnere Energetico

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Codice Gara: 002-01-2019

Committente: COMUNE DI BITTI

Scadenza: 11-02-2019

Scadenza Candidatura: 22-01-2019

Link Documentazione: http://www.comune.bitti.nu.it/ente/albo/10776

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: Opere minori di messa in sicurezza del territorio comunale di Bitti. Intervento di ricostruzione del ponte Murmusa. Procedura di affidamento servizi per l’ingegneria e l’architettura. Determina a contrarre. Procedura art. 60 del D.Lgs. n. 50/2016.

Cig: 77500610A9

Comune: Bitti (NU)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 500000.00

Importo Servizi: 105342.56

S.04: 500000.00

Professione: Ingegnere Civile Strutturista

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Quali sono le nuove sfide dell'innovazione digitale nel campo delle costruzioni?

Una vera e propria rivoluzione digitale 4.0 è in corso e le sue trasformazioni hanno forti conseguenze su molteplici elementi: modelli di business del settore, attori coinvolti, modelli collaborativi e operativi.

In particolare, oggi la convergenza dei tre Digital Accelerators - Computing Power, Bandwidth e Digital Storage – rende ora realizzabile quello che prima era impossibile.

In questo nuovissimo scenario digitale la chiave del successo dell'ingegneria e dell'architettura va cercata necessariamente nell'anticipare i possibili scenari, armandosi di una visione completa dell'ecosistema e degli strumenti giusti per andare oltre la competizione.

Il workshop ha lo scopo di illustrare in maniera completa quanto sopra includendo anche l'analisi dei cosidetti new professional players, e fornendo esempi di applicativi concreti delle tecnologie più avanzate tra cui Blockchain, BIM, 3D e 4D Printing, Robotics, AI, Big Data, VR e AR.

Uno di questi esempi applicativi è la piattaforma collaborativa per gli associati OICE che vuole sfruttare a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e vuole essere fonte di ispirazione per le nuove frontiere del settore. Perché se "il progresso è inevitabile" anche "la collaborazione è inevitabile."

Il workshop è indirizzato a studi professionali, ingegneri, architetti e professionisti dell'area tecnica interessati al mondo della collaborazione globale, oltre che a CEO, Direttori Tecnici, Project Manager e Project Engineer di piccole, medie e grandi società di ingegneria e architettura.

Relatori:

  • Maurizio Boi - Vicepresidente OICE
  • Moreno Cossu - Direttore Tecnico e Network Orchestrator
  • Livio Pompianu - Assegnista di ricerca all’Università di Cagliari (Dip. Matematica e Informatica)

Consulta il programma completo dell'evento scaricando il PDF disponibile a questo link.

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Sardinian Job Day 24-25 Gennaio 2019

Vieni a trovarci al Sardinian Job Day il più importante evento dedicato al mercato del lavoro in Sardegna. L'evento è organizzato dall’Agenzia Sarda per Politiche Attive del Lavoro (Aspal) e ha l’obiettivo di favorire l’incontro domanda – offerta di lavoro tra imprese e cittadini coinvolgendo anche istituzioni, scuole ed enti di formazione. 

L’edizione 2019 è incentrata sull’innovazione digitale e sull’incidenza dei processi di trasformazione tecnologica nell’organizzazione del lavoro e nelle professioni.

In queste giornate, saremo presenti con uno stand dedicato a CollEngWorld (CEW) e alla sua community di ingegneri e architetti, e avremo modo di condividere con te tutti i principi della Smart Collaborative Engineering. 

Se sei un professionista del mondo delle costruzioni, o sei laureato in Ingegneria o Architettura, la piattaforma CEW potrebbe essere quello che fa per te grazie al supporto nella ricerca di bandi e progetti nel settore.

Durante le due giornate, saremo inoltre alla ricerca delle seguenti figure professionali:

  • Agronomo
  • Archeologo
  • Architetto (Edile, Paesaggio, Pianificazione, Conservazione)
  • Biologo
  • Geologo
  • Geometra
  • Ingegnere Informatico
  • Ingegnere Elettrico
  • Ingegnere Civile (Idraulico, Edile, Strutturista, Geotecnico, Trasporti)
  • Ingegnere Meccanico
  • Ingegnere Navale
  • Ingegnere (Ambientale, Chimico)
  • Project Manager 
  • Responsabile Settore Progettazione
  • Responsabile Settore Validazione progetti
  • Perito Industriale Edile
  • Ingegnere/Architetto Urbanista

La descrizione dettagliata dei profili professionali è disponibile sul sito di Sardegna Lavoro a questo link dove potrai candidarti entro il 18/01/2019.

Se invece vuoi autocandidarti puoi inviare il tuo CV ad Ambra Talenti, responsabile TEX delle Risorse Umane, scrivendo all'indirizzo email ambra@te-x.net.

Per rimanere sempre aggiornato sulle nostre offerte di collaborazione iscriviti alla nostra piattaforma di progettazione collaborativa CollEngWorld:

Inoltre, se sei interessato all'applicazione della Virtual Reality (VR) in ambito ingegneristico, hai un motivo in più per venire a trovarci. Scoprirai come utilizzare le coinvolgenti simulazioni della VR per ottimizzare la presentazione del tuo progetto al committente. 

Ti aspettiamo il 24 e 25 Gennaio 2019 presso lo stand espositivo n.28 del padiglione C nell'area tematica ICT E INNOVAZIONE.

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Codice Gara: 002-12-2018

Committente: CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA UNIONE DI COMUNI MARGHINE

Scadenza: 18-01-2019

Scadenza Candidatura: 12-12-2018

Link Documentazione: https://unionemarghine.acquistitelematici.it

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: Si ricerca: a) Professionista / Società di progettazione che possieda in CV servizi espletati e collaudati, nell'ultimo decennio, inerenti la rifunzionalizzazione di edifici (stazioni, case cantoniere, etc.) ai fini di conversione ai fini turistici b) Architetto per la redazione di proposte progettuali

Cig: 7699376E0F

Comune: Macomer (NU)

Parti progettuali:

Importo Lavori: 3665000.00

Importo Servizi: 371988.00

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Codice Gara: 001-12-2018

Committente: 14º REPARTO INFRASTRUTTURE CAGLIARI

Scadenza: 10-12-2018

Scadenza Candidatura: 06-12-2018

Link Documentazione:

Prestazione Professionale: prestazione professionale

Tipologia Gara: Prezzo più basso

Oggetto: Si ricerca Ingegnere strutturista che si impegni a svolgere i calcoli/disegni previsti.

Cig: Z6024717D9

Comune: Cagliari (CA)

Parti progettuali:
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva

Importo Lavori: 424710.00

Importo Servizi: 27829.00

Professione: Ingegnere Civile Strutturista

Abilitazione: ISCRIZIONE ALBO INGEGNERI

Settore attività: Progettazione Lavori Pubblici

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TE.x ricerca:

 

un ingegnere o un perito informatico per ampliamento del proprio team.

Costituiscono titolo preferenziale:

- Spiccata attitudine a lavorare per obiettivi;

- Esperienza di programmazione in .net, java, php;

- Esperienza nel campo della grafica e del web design

- Predisposizione al lavoro di gruppo.

 

Invia il tuo CV a: activities@collengworld.com 

con oggetto: Candidatura_Cognome_Nome

 

 

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Codice Gara: 004-10-2018

Committente: Iniversità degli Studi di Sassari

Scadenza: 19-10-2018

Scadenza Candidatura: 09-10-2018

Link Documentazione:

Prestazione Professionale: gara

Tipologia Gara: Offerta economicamente più vantaggiosa

Oggetto: servizi tecnici di architettura e ingegneria relativi al Progetto di Fattibilità tecnica ed economica, Definitivo, Esecutivo, Direzione Lavori e Coordinamento della Sicurezza

Cig: 7618758DFB

Comune: Sassari (SS)

Parti progettuali:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Lavori
Coordinamento alla Sicurezza

Importo Lavori: 460100.00

Importo Servizi: 119220.00

E.10: 200000.00

S.03: 46100.00

IA.02: 64200.00

IA.03: 149800.00

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TE.x ricerca

TE.x ricerca:

Un collaboratore di supporto digitale nel mondo dei servizi di ingegneria e architettura (progettazioni, direzioni lavori, sicurezza cantieri, ecc.), capace di apprendere le esigenze di ricerca richieste e particolarmente abile nel tradurle in formule di ricerca che consentono di ottenere risultati rapidi ed efficaci.

 

È opportuno che il candidato:

- Abbia una naturale passione/inclinazione per il mondo dei servizi di ingegneria e architettura;

- Abbia ottime capacita di comunicazione, in particolar modo via WEB;

- Abbia una conoscenza della lingua inglese molto buona;

- Sia orientato a lavorare per obiettivi;

- Sia disponibile a svolgere un periodo di reciproca collaborazione di due settimane.

 

Invia il tuo CV a: activities@collengworld.com 

con oggetto: Candidatura_Cognome_Nome

 

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L'OICE organizza per giovedì 22 giugno 2017 a Roma, presso l'Aldrovandi Villa Borghese, il secondo Forum internazionale sul BIM (Building lnformation Modeling), evento che si pone in continuità con quello organizzato dalla nostra Associazione l'anno scorso a Milano (programma).

Il Forum quest'anno sarà l'occasione per illustrare, in anteprima, i risultati del "Progetto OICE BIM" coordinato dall'ing. Antonio Vettese: una sperimentazione basata su due casi pilota, sviluppati da due nostri associati sui concetti dell'information management e del project management, che hanno portato alla messa a punto di un template di riferimento (Bim Execution Plan) ad uso degli operatori pubblici e privati.

Questi risultati saranno anche discussi in una Tavola rotonda, moderata da Mauro Salerno di Edilizia e Territorio de Il Sole 24 ore, cui parteciperanno il Presidente della Commissione ministeriale, Pietro Baratono, il Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa, l'ANAC, con il Consigliere Michele Corradino, e importanti stazioni appaltanti e rappresentanti dell'imprenditoria.

Al Forum saranno presenti autorevoli studiosi del settore, il prof. John Messner della Penn State University e il prof. Bilal Succar dell'Università di Newcastle - Australia, nonché esponenti delle principali associazioni impegnate a livello internazionale quali EFCA, che sta lavorando alla definizione di linee guida applicative ispirate all'ISO, e FIDIC che ci offriranno un panorama delle esperienze più significative a livello internazionale, anche per quel che riguarda le tematiche del cosiddetto "legal BIM".

Nella sessione pomeridiana sono previste cinque relazioni affidate alle cinque principali case di software (main sponsor del Forum) che, sulla base di nostre precise indicazioni e domande, esporranno in quale modo i loro prodotti possono dare risposta alle esigenze della committenza e degli operatori del settore.

La quota per la partecipazione al Forum è per gli Associati OICE, EFCA, FIDIC, INARSIND, Assomineraria e Pubbliche Amministrazioni: 200 euro, + IVA 22%; per i non associati: 300 euro + IVA 22%; è prevista una riduzione del 30% dal terzo iscritto in poi.
Per l'iscrizione di aziende con più partecipanti o gruppi inviare una mail a: info@oice.it.
L'iscrizione può essere effettuate esclusivamente attraverso la piattaforma di registrazione
A chi ne farà richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Per richieste di sponsorizzazioni da parte di associati e non associati, è cortesemente richiesto l'invio di una mail a info@oice.it (A.M.)

                                                   
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Nuvola Fuksas - Spaini

La trasparenza, specie notturna, è molto suggestiva, e anche per chi sfreccia in auto sulla Colombo è possibile vedere il volume bianco della nuvola attraverso la perfetta trasparenza della facciata.

Lo spazio interno appare fantasticamente luminoso, preciso, con dettagli costruttivi di livello nord europeo, e la forma pura della teca completamente vetrata offre squarci suggestivi dell’unico quartiere di Roma che sembra predisposto ad accoglierla, e molto bene la assimila, senza sovrastare gli altri edifici che affacciano sull’asse della Cristoforo Colombo.

La perfetta stereometria del volume puro è invasa e allo stesso tempo esaltata dalla nuvola sospesa, oggetto etereo dalla forma libera che galleggia nello spazio con la sua materia impalpabile, senza spessori murari o strutturali: un capolavoro architettonico esaltato da virtuosismi strutturali, ben più impressionante dei tanti render diffusi sui media ad ogni nuova sindacatura romana.

Luigi Prestinenza Puglisi e altri critici hanno già elogiato diffusamente le qualità del progetto, che tutti possiamo apprezzare, ma che a mio avviso non bastano.

Le qualità di un’opera pubblica oggi vanno trovate nella procedura virtuosa, e nella rispondenza alle esigenze dell’utenza, unico parametro oggettivo del successo di un progetto di uno spazio pubblico e dal pubblico finanziato. L’architettura di livello può certamente essere discussa, ma chi sa lavorare come Massimiliano Fuksas difficilmente sbaglia linguaggio.

Chi scrive ha partecipato al concorso di architettura per il nuovo Centro Congressi all’EUR, e a tanti altri quali il MAXXI al Flaminio, la nuova Stazione Tiburtina e il MACRO di via Nizza, tutti andati in porto, cioè costruiti e gestiti, ma tutti indistintamente con grande fatica.

Il Centro Congressi, bandito tra i primi, è l’ultimo in dirittura di arrivo dopo i noti travagli, e la sua prossima inaugurazione pone due grandi quesiti:

– Il progetto è stato un successo dal punto di vista della pubblica utilità e del vantaggio per il cliente, l’EUR, che è uno strano animale posseduto al 90% dal Tesoro e al 10 % da Roma Capitale? (Si tratta infatti di un ente anomalo con funzioni che vanno dalla gestione condominiale del patrimonio immobiliare alla realizzazione di progetti complessi per la Roma del terzo millennio)

– Qualcuno sarà in grado di gestire in utile o in pareggio una struttura di questa complessità?

La mia risposta è un doppio no.

L’inconsistenza –tecnica ma anche istituzionale– del “cliente”, un programma funzionale vago partito in un modo (la sala da diecimila) e poi cambiato più volte in corsa, insieme alla mancanza di uno studio di fattibilità vero, sono gli argomenti che a mio parere rischiano di portare a un mega flop annunciato.

Da almeno venti anni chi si occupa di progettazione di lavori pubblici si trova continuamente a valutare la congruità del programma espresso dall’Amministrazione appaltante, con i vincoli quali la posizione e la dimensione dell’area nel suo contesto, la potenzialità di trasformazione, ed il budget a disposizione per la realizzazione dell’opera.  Almeno chi ritiene che l’etica e la trasparenza del processo siano requisiti preliminari e inderogabili per spendere il denaro pubblico.

Il concorso vinto da Massimiliano Fuksas per il Centro congressi all’EUR è una delle occasioni in cui queste pre-condizioni erano assolutamente carenti o mancavano del tutto.

Il fatto che ad oggi non sia dato conoscere il futuro gestore –e quindi quanto realizzato potrebbe non essere in linea con le strategie operative– è il vero problema. Si tratta di un problema ricorrente nell’intero settore delle opere pubbliche italiane, specie nei beni culturali (sono ad esempio frequenti le realizzazioni di restauri senza un preventivo studio per un programma funzionale e gestionale), ma talvolta anche nella programmazione e gestione delle nuove infrastrutture.

Non è tuttavia un problema solo italiano, un esempio simile è il progetto della Ciudad de la Culturadi Peter Eisenman, realizzato a Santiago de Compostela in Galizia nello stesso periodo, forse più simile nella sua drammaticità alla piscina di Calatrava a Tor Vergata che non alla Nuvola di Fuksas, ma parimenti emblematico per il non-ruolo svolto dal progettista nelle fasi decisionali.

Si tratta di un programma molto ambizioso, lanciato sull’onda dello strepitoso successo del Guggenheim di Bilbao, da subito evidentemente destinato al fallimento, non solo per l’aumento dei costi da 109 a 400 milioni di euro, ma per la localizzazione sbagliata e per la evidente enorme sovrastima della possibile utenza. Oggi quel sito è un’archeologia contemporanea in disfacimento: sono stati eseguiti solo alcuni edifici, gli altri non si sa se e quando saranno mai finiti. Il suo costo di solo mantenimento è altissimo.

A prescindere dalla responsabilità del cliente, non posso credere che un architetto con l’esperienza e l’intelligenza di Peter Eisenman non si sia accorto dell’assurdità del programma e dell’incapacità del cliente di capirne le drammatiche conseguenze: era forse troppo impegnato a calcolare le pendenze dei suoi tetti-pareti per la fruizione dei roller?

Credo che il dovere di un progettista responsabile sia quello di condividere il programma del cliente, e anche di criticarne i difetti, e forse di rinunciare all’incarico se intravede un possibile fallimento.

Il progetto della Nuvola, che ha attraversato forse 4 tra Sindaci e Commissari, ha avuto alterne vicende e subito feroci polemiche, ma non ho mai saputo che Massimiliano Fuksas entrasse nel merito dei contenuti del suo progetto, o che abbia mai valutato possibili tagli o aggiustamenti per contenerne i costi.

Paradossale il fatto che il complesso sarà inaugurato da una sindaca che ha fatto della lotta agli sprechi e allo stop di ogni cubatura la sua bandiera politica e la sua strategia urbanistica, che evidentemente è oggi molto fumosa e incerta.

Nel merito del progetto romano, va fatta una prima considerazione generale: quello che si vede realizzato fuori terra ormai da anni non è il Centro Congressi, e non lo è la Nuvola, la formidabile icona per cui l’edificio è da anni conosciutissimo in città e fuori, e che fa già parte del suo immaginario contemporaneo.

Il Centro Congressi propriamente detto si trova alla quota -10 dalla strada, con nove sale che possono essere configurate tra loro in modo diverso, mentre la teca in vetro e la nuvola, pur assorbendo una quota consistente del budget, potrebbero non essere mai state costruite, e al loro posto esserci un bel prato verde, e tutto funzionare perfettamente, con un risparmio di  almeno 150 milioni di euro e la perdita dei soli 1600 posti della sala sospesa.

In altre parole, la sala sospesa (da 1600 persone) è solo una delle 10 sale, vero esempio di acrobazia strutturale, inspiegabilmente lussuosa e probabilmente con il costo/mq più alto al mondo per spazi di questa natura.

La grande teca è a sua volta una scatola che contiene la sala, ma non funge da atrio delle altre sale interrate, che sono invece servite da scale mobili esterne. Non essendo climatizzata è anche uno spazio con un pessimo comfort estivo, nonostante dispositivi di aerazione a mio parere poco efficaci. Il clima romano sostanzialmente non permette una copertura vetrata senza sistemi di ombreggiamento utilizzati per impedire l’irraggiamento zenitale nei mesi estivi. Lo spazio di circolazione non ha una funzione precisa, se non di vago deambulo per fotografare la nuvola sospesa al di sopra di esso.

Allora io dico che il progetto è un flop nella misura in cui molto evidentemente non utilizza al meglio le risorse finanziarie, e parliamo di decine di milioni di euro: conseguentemente doveva essere realizzato in modo diverso, e anche se il progetto vincitore del concorso  indicava una scelta e un’immagine precisa, ci voleva il coraggio di ripensare la soluzione architettonica e rivedere le priorità nel supremo interesse della città.

Si è parlato di costi lievitati, di parcelle milionarie: molto semplicemente, invece di gridare allo scandalo, andava esaminato il bando di gara, il budget a disposizione, e conseguentemente i motivi per cui qualcuno ha rimosso tali vincoli apparentemente inderogabili, fattore che ha portato alla mancata copertura finanziaria dei costi (tra l’altro gli extra costi non sono scaturiti da accidenti in corso di esecuzione, ma da evidenti e gravissime sotto valutazioni del progetto che, colpevolmente, non è mai cambiato).

Infatti, se i costi lievitano, delle due l’una: o il progettista non li ha saputi contenere nel budget a disposizione, oppure i costi di costruzione erano stati sottovalutati dall’Amministrazione appaltante. In entrambi i casi c’è un responsabile, che nel mondo reale dovrebbe essere chiamato a giustificare il suo operato, e a pagare i danni che procura.

Non credo che siano questi i tempi per accettare tanta spregiudicatezza senza far sapere al pubblico la realtà dei fatti. A Fuksas, che nel 2000 ha diretto una Biennale di Venezia con il titolo Less Aestethics, More Ethicsvanno chieste spiegazioni sul suo atteggiamento auto-referenziale, assolutamente indifferente al sacro mantra dell’opera pubblica: il miglior progetto al minor costo. Avrebbe dovuto avvertire il cliente che il progetto sarebbe costato il doppio del budget, e non sviluppare il suo progetto di concorso senza una condivisione delle responsabilità future e un’allerta delle conseguenze.

A chi ha promosso questa opera e l’ha fatta finanziare resta la responsabilità che reputo più grave: quella di non saper fare il cliente, assai diffusa in Italia, tipica cifra del ceto politico medio.

Sembra infine superato dalla realtà dei fatti lo scollamento evidente tra la progettazione e l’esecuzione, dove al progettista non viene affidata la Direzione dei lavori (che non la vuole, tenendo per se l’ambiguo ruolo di Direzione Artistica, pagata a tempo, senza limiti…), per una evidente impreparazione a svolgere il ruolo di salvaguardia degli interessi del cliente. Si origina così il balletto delle responsabilità, che porta alle polemiche e all’accettazione supina degli “inevitabili” raddoppi dei costi. Questo non potrebbe succedere se i progettisti si candidassero a gestire anche l’esecuzione dei lavori e se le Stazioni appaltanti capissero il loro ruolo e lo sapessero (volessero) esercitare.

In una città come Roma che affronta oggi un futuro quantomeno incerto sulle grandi scelte di sviluppo, data la condivisa emergenza lavoro, il caso del Centro Congressi all’Eur rischia di rappresentare il fallimento di un modo certamente vecchio, ma tuttora in auge, di realizzare un’opera, che poteva rappresentare un segnale di rilancio per una città allo sbando, dove l’unico segnale che passa è quello di non fare nulla per evitare il sicuro malaffare.

Filippo Spaini

Industriarchitettura © Foto di copertina

http://www.industriarchitettura.it/2016/10/05/la-nuvola-di-fuksas-100milapoltrona-di-filippo-spaini/

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Cari amici,

l’IN/ARCH scrive al Ministro Valeria Fedeli per denunciare l’imbarazzante gestione da parte del MIUR - Ministero dell'Istruzione dell' Università e della Ricerca del concorso di idee “Scuole Innovative”.

Di seguito condividiamo il testo della lettera.

Gentile Ministro,

le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione l’imbarazzante gestione da parte del MIUR del concorso di idee “scuole innovative” per la progettazione di 51 nuove scuole in 16 regioni italiane.

Vorremmo ricordarle brevemente l’iter di questa vicenda.

Nel maggio 2016 il Ministero ha bandito un concorso per la progettazione di nuove scuole (51 siti in 16 regioni), anche grazie al reperimento di risorse per 350 milioni di euro contenuto nella legge sulla Buona Scuola.

Come IN/ARCH avremmo preferito un vero e proprio concorso di progettazione anziché un semplice concorso di idee, che consentisse di affidare con certezza ai vincitori l’incarico per lo sviluppo del progetto. Tuttavia abbiamo ritenuto questa iniziativa di grandissimo interesse.

Abbiamo sempre sostenuto i concorsi di architettura, che consideriamo il miglior strumento per affidare un incarico di progettazione, soprattutto in materia di opere pubbliche.

La scelta tra progetti e non tra progettisti, il confronto fra alternative di progetto garantisce la qualità delle trasformazioni del territorio.

Per tali ragioni i concorsi di architettura devono essere gestiti con serietà e trasparenza, con scadenze certe, giurie competenti, procedure efficaci.

Il MIUR ha prima rinviato la data ultima per la consegna degli elaborati dal 31 agosto al 12 ottobre. Poi ha fatto ulteriormente slittare questa scadenza al 31 ottobre.

I progettisti italiani hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa. Sono state presentate 1.238 proposte progettuali, testimonianza di un grandissimo impegno, anche sul piano economico.

Nel settembre 2016 Il MIUR ha comunicato che la prima riunione della giuria si sarebbe svolta l'8 novembre 2016.

Il 7 novembre sul sito ufficiale del concorso viene pubblicata una comunicazione con la quale si informa che la prima riunione della giuria è rinviata a data da destinarsi!

Dopo quasi quattro mesi non si ha più alcuna notizia sugli sviluppi del concorso. Non sappiamo se la giuria è stata nominata, da chi è composta, quando si prevede la proclamazione dei vincitori.

Quanto ancora si dovrà ancora aspettare, considerando che la commissione giudicatrice, che non ha ancora cominciato a lavorare, dovrà esaminare e giudicare ben 1.238 progetti?.

Perché non si rispettano le prescrizioni del Bando di Concorso, che rappresenta a tutti gli effetti un contratto tra l’ente promotore ed i partecipanti?

Riteniamo inaccettabile che una istituzione come il MIUR affronti una sfida così importante con queste modalità, provocando, tra le tante conseguenze negative, una generale perdita di fiducia da parte di committenti e progettisti italiani nei confronti dello strumento del Concorso.

Per tutte queste ragioni le chiediamo di intervenire in tempi rapidi per fare chiarezza sulla situazione.

Naturalmente siamo disponibili ad incontrarla in qualsiasi momento, se lo riterrà opportuno, per illustrarle direttamente e dettagliatamente le ragioni della nostra protesta.

 

Il presidente nazionale IN/ARCH

Adolfo Guzzini



#ScuoleInnovative

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L'ingegneria collaborativa e lo sviluppo tecnologico del comparto edilizio dalla progettazione alla costruzione sono gli argomenti più infuocati del momento. Il nostro CEO Maurizio Boi sta realizzando, a quattro mani con la sorella Patrizia, un interessante libro su quello che sarà il prossimo futuro dell'ingegneria e che riassumerà i principi su cui si basano le nostre iniziative e progetti. Vi presentiamo qui una prima visione del capitolo di apertura dell'opera.

Buona lettura!

Capitolo I - La figura dell’ingegnere

L'ingegnere è un professionista qualificato che, sfruttando le sue conoscenze matematichefisiche e chimiche, si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di strutture, macchine, impianti, dispositivi e sistemi finalizzati allo sviluppo del genere umano e della società.

 

La nuova stazione della metropolitana nel quartiere finanziario King Abdulla in Riyadh Arabia Saudita

 

Il termine ingegnere deriva dal latino ingenium, nel suo duplice significato di congegno capacità mentale. Venne usato nell’Alto Medioevo, a partire dal XIII secolo, per indicare gli inzigneri: carpentieri, capomastri, capicantiere, tagliatori di pietre, artigiani in grado di predisporre apparecchiature di trasporto e sollevamento e con la capacità di tracciare e disegnare.

Queste affermazioni non intendono naturalmente trascurare tutta l’architettura e l’ingegneria classica, le importanti imprese dell’ingegno di Roma così come descritte nella grande opera di Marco Vitruvio Pollione “De architettura (Sull’architettura)”, un trattato latino in dieci libri scritto addirittura intorno al 15 a. C.. Si tratta, infatti, dell’unico testo sull’architettura giunto integro dall’antichità e che divenne il fondamento teorico di tutta l’architettura occidentale dal Rinascimento fino alla fine del XIX secolo. L’opera costituisce, inoltre, una delle fonti principali della moderna conoscenza sui metodi costruttivi degli antichi romani, come pure della progettazione di strutture, sia imponenti (acquedotti, edifici, bagni, porti) che minute (macchine, strumenti di misurazione, utensili).

Ricordiamo anche che l’influenza di Vitruvio nell’antichità è rimasta davvero limitata così come le opere realizzate da Vitruvio stesso, che nel trattato si attribuisce solo la basilica di Fano. In realtà è solo dal Rinascimento in poi che la sua opera suscita interesse, come il suo Uomo Vitruviano, studiato e rielaborato poi da Leonardo. Si tratta, come tutti sappiamo, della celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, che dimostra come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure "perfette"   del cerchio, che rappresenta la perfezione divina, e del quadrato

 


L'"uomo vitruviano" nel disegno realizzato da Leonardo da Vinci (penna e ichiostro su carta) intorno al 1490

Al di là di ogni digressione sulla perfezione che il Grande Architetto ha fornito al corpo umano, torniamo ad un lato più umano e pratico di tutta la questione.

In realtà riteniamo che il primo eminente ingegnere e architetto della storia sia stato proprio Leonardo da Vinci (Vinci15 aprile 1452 – Amboise2 maggio 1519), universalmente riconosciuto come uomo geniale e di talento, capace di spaziare tra le più disparate forme di espressione dell’arte e della conoscenza. Fu pittore, scultore, disegnatore, architetto, trattatista, letterato, scenografo, anatomista, musicista, progettista, inventore e scienziato. Gli enormi enigmi scientifici posti dal suo genio nel corso del Rinascimento e le sue grandi opere, hanno contribuito in modo significativo all’avanzamento tecnologico dell'uomo, per questo è considerato uno dei più illustri geni dell'Umanità.

Leonardo, pur appartenendo ad un’epoca precedente alla nascita della moderna tecnologia, è dotato di molte delle qualità che occorrerebbero all’ingegnere di oggi, alla sua figura proiettata verso un futuro dove la tecnologia si sviluppa in modo esponenziale e la scienza si apre alle nuove leggi della fisica quantistica.

 

Leonardo osservando il volo degli uccelli, dedusse che spiccando il volo essi largassero le penne così da far passare meglio l’aria. 

Bisogna tener presente, inoltre, il grande cambiamento realizzato nel mondo dalla rivoluzione industriale: ricordiamo che la prima rivoluzione industriale  si attua nella seconda metà del '700 e interessa prevalentemente il settore tessile-metallurgico con l'introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore; la seconda rivoluzione industriale viene fatta convenzionalmente partire dal 1870 con l'introduzione dell'elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio, mentre a partire dal 1970, si individua come terza rivoluzione industriale,il momento dell'introduzione massiccia dell'elettronica, delle telecomunicazioni e dell'informatica nell'industria.

Se ritorniamo alla figura dell’ingegnere del secolo scorso, nel corso dell’era industriale, appunto, egli si configura come un professionista assolutamente dotato di intelligenza pratica, di altissime competenze tecniche - che gli consentono di apportare al suo mondo alcune interessanti innovazioni attinenti ai materiali e alle tecniche costruttive -, ma che, proprio per questa sua ricerca della perfezione tecnica, appare assai rigido e banalmente concreto, limitato nella flessibilità e poco aperto all’evoluzione, tanto da distinguerlo da altre figure di progettisti come l’architetto, il designer, lo stilista, l’artista, universalmente riconosciuti come persone più fantasiose, brillanti e creative.

In realtà, al principio, non esisteva un ruolo così ben definito tra i vari professionisti. Se prendiamo l’esempio di Filippo Brunelleschi (Firenze1377 – Firenze15 aprile 1446), sappiamo che è stato un architetto, ingegnerescultoreorafo e scenografo italiano del Rinascimento e che è considerato il primo ingegnere e progettista dell'era moderna: a lui si deve l'invenzione, infatti, della prospettiva a punto unico di fuga, o "prospettiva lineare centrica" e la costruzione di vari edifici sia laici sia religiosi che fecero scuola: tra essi spicca la cupola di Santa Maria del Fiore, un capolavoro ingegneristico costruito senza l'uso delle tecniche tradizionali, quali la centina.

La cattedrale metropolitana di Santa Maria del Fiore, duomo di Firenze (1296-1436)

In epoca leggermente più recente rammentiamo la figura di Gian Lorenzo Bernini (Napoli7 dicembre 1598 – Roma28 novembre 1680), scultoreurbanistaarchitettopittorescenografo, e commediografo italiano.

Si tratta di un artista poliedrico e multiforme, che, apprendendo l'insegnamento michelangiolesco e romano con la sua inesauribile vena creativa, riuscì ad ammantare le proprie architetture di un un senso nuovo della decorazione e del pittoresco.

 

Colonnato di San Pietro in Vaticano (1656-1667)

 

Nelle sue realizzazioni Bernini «rilevava le masse, giocava con la prospettiva ed il colore, impiegava la forza plastica del chiaroscuro e fondeva armoniosamente le strutture e le membrature delle sue creazioni: non mancava di dare, inoltre, un effetto teatrale e scenografico a tutto l'insieme, fondendo in un'unica spazialità il rigore fisico dell'architettura con la preziosità pittorica, il virtuosismo delle sculture e la sbrigliata fantasia dello scenografo».

Brunelleschi o Bernini (giusto per citarne un paio) fanno parte di due realtà distanti e diverse ma sono accomunati dall’essere difficilmente “etichettabili” in quanto erano allo stesso tempo ingegneri, tecnici, artigiani, artisti e architetti, insomma progettisti. 

Dobbiamo arrivare ai nostri nostri per assistere alla nuova rivoluzione tecnologica che sta investendo tutti i settori del business mondiale, della comunicazione e della vita personale fino ad influenzare anche i più semplici gesti di quotidianità che stanno diventando sempre più  “tech-driven”.
Nella professione tecnica dell’ingegnere invece questa evoluzione si è manifestata con l’automatizzazione del software, della potenza e precisione dei calcoli, dei metodi di comunicazione (Internet e mail), del BIM (building information modeling), della stampa in 3D , ma non ha mai investito quelli che sono i modelli organizzativi. 

Se ci focalizziamo, infatti, sugli ultimi 20 anni, possiamo notare che, contrariamente ad altre attività, l'evoluzione reale della figura dell’ingegnere è poco significativa. Se si eccettua, infatti, l'utilizzo di materiali di nuova generazione e l'evoluzione della digitalizzazione dei disegni, dei calcoli e dei computi - peraltro già operativa nel decennio precedente -, il modello organizzativo piu avanzato è rappresentato ancora dalle Società d'Ingegneria, che come sappiamo sono già attive nel mercato dagli anni ‘70.

  

Per realizzare la progettazione e costruzione di sistemi sempre più complessi e velocizzare i processi di attuazione delle idee, sarebbe, invece, utile che i Paesi di tutto il mondo si servissero delle immense potenzialità dell’informatica: ancora oggi questa risorsa resta, purtroppo, non adeguatamente utilizzata e gli strumenti a disposizione dell’ingegnere non hanno avuto l’evoluzione attesa che diventa ormai sempre più indispensabile.

Tra le potenzialità innovative del mondo informatico è interessante il Blockchain, un nuovo paradigma destinato a rivoluzionare intensamente il sistema economico, attraverso la modifica dei concetti di transazione, proprietà e fiducia. Si tratta, in realtà, di un «registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti “fidate”».

Il nome deriva dalla sua natura distribuita: ogni nodo del network svolge un ruolo nella verifica delle informazioni, inviandole al successivo in una catena composta da blocchi, blockchain appunto. 

 

Ricerca tramite immagine blockchain

Come spiega Fausto Jori, Partner di eFinance Consulting: «Il mondo si è da sempre basato sullo scambio di beni che hanno un determinato valore. In tempi remoti lo scambio avveniva fisicamente, poi si è passati alla necessità di introdurre terze parti che fungessero da garanti dello scambio, con la tecnologia blockchain lo scambio può avvenire con un elevato livello di sicurezza, certificato dalla rete, senza la necessità di un garante». 

Questo sistema consente di fornire integrità e correttezza e garantire l’affidabilità di ogni transazione per chi opera all’interno di esso. Oltre alle transazioni finanziarie, potrebbe essere utilizzato per molte applicazioni tra cui, per esempio, le Gare d’Appalto. Per i pagamenti la blockchain usa il sistema dei Bitcoin, moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto.

Per andare oltre il concetto di Società di Ingegneria e creare una evoluzione di questo tipo di organizzazione, riteniamo di poter utilizzare il modello delle organizzazioni esponenzionali applicato alle Società di ingegneria.

Lo scontro tra sistemi esponenziali e lineari

 

A partire dal 2014 abbiamo iniziato a costruire una sorta di Aggregatore di Servizi (come B&B e  Taxi Uber) che usa piattaforme informatiche per mettere in connessione la domanda con l’offerta attraverso un terzo gestore.

Nel 2015 l’evoluzione di questo sistema è stato quello di Open Networked Enterprises, dove l’elemento essenziale è il Network Engineering, è assente l’intermediario, ma incomincia ad essere utilizzato il Blockchain.

Nel corso del 2016, un’evoluzione ulteriore si sta attuando attraverso la Distribuited Autonomous Enterprises che utilizza appieno il Blockchain e ai massimi livelli l’informatica disponibile fino a oggi.

Di queste Organizzazioni all’avanguardia parleremo, però, diffusamente in capitoli specificamente dedicati.

Al di là degli strumenti informatici di cui è necessario, dunque, ampliare l’utilizzazione, una delle difficoltà più significative riscontrate a livello internazionale per la professione dell’ingegnere, è quella di non riuscire a definire univocamente questo ruolo. Ogni Paese, infatti, ha stabilito le sue regole in maniera non condivisa e questo rende poco agevole confrontarsi dal punto di vista legislativo.

In Italia, il DPR 328/2001, ha avuto il preciso intento di provare a mettere ordine alla faccenda facendo scomparire la professione di ingegnere e  introducendo tre nuove professioni: quella dell’ingegnere civile-ambientale, quella dell’ingegnere industriale e quella dell’ingegnere dell’informazione.

Questo sforzo di catalogare le diverse possibili competenze, è stato l’estremo tentativo di dare un volto alla complessità delle specializzazioni in via di sviluppo, compito arduo e di difficile sintetizzazione.

  

Da ricerche effettuate recentemente dal Centro Studi del C.N.I., è emerso che la crescita delle nuove specializzazioni è guidata dai settori della sicurezza, del controllo della qualità e dell'infortunistica, mentre si fanno largo nuove attività legate alle tematiche dell’ambiente in generale e del settore informatico.

Questo, però, non è ancora sufficiente: considerando la crescita esponenziale di tutte le tecnologie e la rivoluzione digitale dell'industria c'è, invece, da aspettarsi una rivoluzione della stessa portata anche nel mondo dell'ingegneria.

In realtà il cervello umano, apparentemente dotato di grandi potenzialità, presenta comunque un limite nell’immagazinamento di dati e nella velocità dell’elaborazione dell’informazione rispetto a quello che invece consente l’informatica. L’obiettivo di creare un modello di intelligenza artificiale che funzioni come il nostro cervello ma che a esso associ una più ampia capacità di immagazinamento dati e una maggiore velocità di gestione dei dati disponibili - di creare cioè un nuovo cervello artificile in grado di collaborare con il cervello umano, rendendolo capace di memorizzare i dati come un computer - è un obiettivo futuro, possibile ma non ancora raggiunto. Allo stato attuale siamo, quindi, costretti a cercare un’altra via.

 

Per elevarsi nel suo ruolo ed essere artefice di sviluppo per l’Umanità e il Cosmo intero, l’ingegnere, non può restare ancorato ad un luogo circoscritto, ma deve espandere il suo sapere “collaborando” con i colleghi dello stesso ambiente, di altre culture e di altre zone del pianeta, rendendosi disponibile ad effettuare quel salto quantico che possa proiettarlo verso altre possibilità.

 

Siamo convinti che il fattore “collaborativo” sia la vera rivoluzione culturale che deve investire il mondo dell’Ingegneria, prendendo in prestito il concetto dal campo medico - scientifico dove è essenziale costruire una conoscenza che non dipenda dal singolo scienziato ma che sia patrimonio di tutti, come sostiene l’affermazione del grande fisiologo francese Claude Bernard (1813-1878) “L’arte sono io, la scienza siamo noi”.

L’Ingegneria Collaborativa è un nuovissimo modello peer-to-peer nel quale convergono risorse altamente qualificate e si interconnettono per rendere il tradizionale mondo dell’ingegneria più adeguato ai tempi.

  

L’Ingegneria Collaborativa rende i servizi di ingegneria veloci, migliori ed economici.

  

Il Servizio di ingegneria è Migliore perché si usa un metodo innovativo che canalizza la creatività e il potenziale di esperti di primordine e gruppi di lavoro da tutto il mondo, grazie a un network, basato su una cultura di condivisione/collaborazione e tecnologie innovative.

Grazie alle nuove tecnologie internet e cloud il servizio diventa più veloce, riuscendo ad assicurare la massima qualità in tempi più brevi rispetto ad un metodo tradizionale.

L’Ingegneria Collaborativa introduce i servizi di ingegneria al concetto di Zero Marginal Cost sfruttando risorse e strumenti esistenti, condividendo conoscenza e infrastrutture. Attraverso degli algoritmi studiati ad hoc si selezionano solo i professionisti più adatti e appassionati per ogni differente tipo di progetto, trovando ciò che serve dove serve. Tagliando tutti i costi non necessari, si può raggiungere il miglior risultato al minor costo e quindi il sistema diventa più economico.

 

Se facciamo riferimento, poi, al mondo complesso della mente, sappiamo che esistono milioni di interrelazioni tra le cellulle cerebrali che, con velocità enormi, sono preposte alla soluzione dei problemi (esistono ottocento milioni di byte di informazione in tutto il genoma umano, una quantità di informazione circa cento milioni di volte inferiore a quella rappresentata da tutte le connessioni fra neuroni e dagli schemi di concentrazione dei neurotrasmettitori in un cervello umano completamente formato).

Il nostro corpo è un grande biocomputer capace di contenere le informazioni acquisite nell’arco di tutta la vita e tra tutte queste informazioni possono esserci milioni di relazioni che improvvisamente conducono a soluzioni creative e inattese.

Se ci allarghiamo, inoltre, al campo quantico, ogni osservatore influenza la scena, influenza tutti gli altri osservatori e ognuno di noi partecipa quindi di un movimento collettivo che funziona anche a distanza.

Dobbiamo, pertanto, pensare che il mondo collaborativo non funzioni solo per il fatto che ogni conoscenza sia patrimonio condiviso, ma anche per il fatto che ogni conoscenza ottenuta nel punto A, incrementi quella del punto B e influenzi quella del punto C.

In definitiva il lavorare in modo collaborativo consente di agire tutti insieme con una maggiore forza verso un obiettivo comune che tenga conto della Terra, dell’ambiente, dei vincoli sociali, del benessere degli uomini e del rispetto di ogni forma di vita, anzi deve agire per accrescere la possibilità di sviluppare e mantenere la vita sulla Terra creando il miglior beneficio possibile.

Se ci volgiamo con attenzione alla Natura, del resto, ci rendiamo conto che la collaborazione è già presente nelle organizzazioni animali, come possiamo osservare negli stormi di uccelli, nelle mandrie di mammiferi ungulati, nei banchi di pesci e di delfini, nelle colonie di termiti, formiche e api, nei gruppi scimpanzè e di elefanti.

  

Gli elefanti, per esempio, sono capaci di organizzare per i loro morti una vera e propria veglia funebre, radunandosi intorno al corpo del compare e toccandolo a turno con la proboscide, con gli occhi e le orecchie mogi per il dolore. Gli animali lavorano sodo tutto il giorno per contribuire al benessere della “comunità”. Non esiste egoismo nei loro comportamenti come non esiste nemmeno l’ambizione di emergere sugli altri e l’invidia verso gli altri membri del gruppo.

 

Se consideriamo poi che, a partire dalla Fiera di Hannover del 2011, abbiamo cominciato a parlare di Quarta Rivoluzione Industriale come esigenza nata nel processo di innovazione della filiera industriale - dalla ricerca di spazio applicativo delle innovazioni digitali all'interno dei processi operativi delle aziende industriali -, è chiaro che ne consegue un benevolo stravolgimento sul mondo del lavoro.

Secondo la ricerca presentata al World Economic Forum dal titolo “The future of the jobs”, nei prossimi anni, diversi fattori tecnologici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro. Ne sono la prova il Cloud computing e la flessibilizzazione del lavoro che da tempo hanno cambiato il volto della gestione aziendale e continueranno a farlo nel breve periodo.

L’effetto sarà la creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro ma la contemporanea sparizione di 7 milioni di essi, con un saldo negativo evidente di 5 milioni di posti di lavoro, prevalentemente nelle aree amministrative e produttive.


La stessa ricerca evidenzia, però, che ci saranno delle aree lavorative che compenseranno questa tendenza: l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria. Questo è, ovviamente, il punto sul quale si desidera porre l’accento: la necessità di attuare iniziative sistematiche veramente utili per lo sviluppo di tecniche di produzione come lo smart manifacturing e fornire ai lavoratori le competenze digitali per espletare le mansioni del futuro.


L’architettura e l’ingegneria si trovano oggi a fronteggiare un futuro sempre più presente con la gravosa aspettativa di essere un pilastro di sostegno per il mondo del lavoro. È necessario, però, non vedere questo “futuro” come un traguardo distante che interesserà chi verrà dopo di noi, ma come un presente imminente, un cambiamento costante e repentino che già balena nelle nostre vite oggi stesso.

 

Il progettista ha, quindi, il compito già nell'immediato di dare una scossa alla condizione attuale, preparando sé stesso e il mondo di cui fa parte all’upgrade che il mondo della progettazione richiede necessariamente. Gli studi già citati hanno dimostrato che le soft-skill più richieste, unitamente al sempre presente problem solving, saranno il pensiero critico e la creatività.

In quest’ottica si rende indispensabile una riflessione su quale sia il ruolo del progettista e il proprio atteggiamento nei confronti del livello qualitativo atteso dal proprio lavoro. In epoca contemporanea, il professionista deve necessariamente avviare un radicale cambiamento di mentalità finalizzato ad affinare la capacità critica nei confronti del proprio lavoro. 

Per essere competitivi in un’epoca dove il network è uno degli strumenti centrali e con più potenzialità, è necessario adottare una forma mentis propensa al confronto costruttivo e alla collaborazione, finalizzata al raggiungimento del miglior risultato possibile grazie al contributo dell’intelligenza collettiva. Questo rappresenta un dovere etico e morale, nell'ottica di mettere in primo piano la qualità dell’opera in sé piuttosto che un lavoro prettamente autoreferenziale, tenendo presenti le osservazioni degli utenti finali e di diversi professionisti.

 

La concezione che “il mio lavoro non termina con il mio lavoro” dovrebbe rappresentare il nuovo standard di approccio alla progettazione.

Il miglior prodotto ottenuto da un qualsiasi team di progetto, per quanto valido, sarà sempre limitato e rappresenterà solo il punto di partenza di un percorso che attraverso il networking e la collaborazione porterà tale progetto ad essere corretto, rivisto e perfezionato fino a raggiungere un risultato il più vicino possibile alla perfezione.

Partendo da queste premesse e focalizzandoci su quello che è il ruolo del progettista nello scenario descritto, l’obiettivo è quello di trovare, riunire e fornire uno strumento di condivisione e confronto destinato a tutti quegli specialisti del mondo delle professioni tecniche che si riconoscono in questo tipo di mentalità creativa e cooperativa.

Con questi presupposti, l’Uomo deve espandere la sua Coscienza e guadagnare una integrità che gli consenta di sviluppare appieno il suo potere, allo stesso modo il nostro ingegnere del futuro deve essere disponibile ad espandere la sua visione del mondo.

  

L’ingegnere deve fare lo sforzo di riacquistare la sua integrità e questo può accadere se comincia a pensare e agire con il cuore, coinvolgendo tutto il suo essere attraverso, per dirla con Piero Ferruci, la Forza della Gentilezza.

Al di là, quindi, di tutte le competenze tecniche che deve possedere e della volontà di documentarsi e studiare incessantemente, l’ingegnere del futuro deve aprirsi a nuove prospettive curando anche una serie di competenze trasvertali, oggi più che mai necessarie.

Egli deve essere un pensatore e risolutore dei problemi dell'umanità, generatore di soluzioni utili, innovative ed architettonicamente attrattive. Deve essere orientato a rendere migliore la vita delle persone in termini di sicurezza, funzionalità delle opere, sostenibilità, ecc., e non può, quindi, prescindere dal suo ruolo sociale.

 

Un professionaista volto a questa missione non può fare a meno di qualità come la Sincerità: l’ingegnere non deve mai mentire sulle soluzioni che adotta esaminandone costantemente i limiti e gli effetti dannosi per il territorio.

È importante che egli trasmetta un certo Calore nel fare le cose, non deve essere così freddo com’era l’ingegnere del secolo scorso.

Deve essere dotato di uno spirito di Appartenerza al gruppo degli ingegneri, non tanto nel senso di un’oligarchia di persone che esercitano un potere, ma di una collettività di individui che collaborano per lo sviluppo della società e dell’umanità.

In questo senso deve anche essere capace di stabilire un Contatto, di uno scambio di energia con coloro che collaborano alla realizzazione di un progetto interagendo in connessione con il gruppo di lavoro.

È importante che questo professionista ispiri Fiducia alle persone che si rivolgono a lui e alle Amministrazioni che su di lui devono essere pronte a scommettere.

Egli deve, quindi, essere capace di entrare in Empatia con tutti gli interlocutori di un progetto ma anche con l’ambiente circostante e prestare Attenzione ad ogni dettaglio, ad ogni particolare, ad ogni interlocutore, ad ogni collaboratore.

 

 L’Umiltà deve essere una sua qualità e si deve abbandonare quella tendenza tipica dell’ingegnere del secolo scorso ad essere un: “ego sum”, io so tutto, so fare tutto. È importante il sapersi confrontare con i colleghi riconoscendo i propri limiti e le abilità dell’altro.

 

Il professinionista del futuro deve possedere una grande Pazienza, perché gli viene chiesta l’incessante tensione leonardesca alla conoscenza.

La Generosità è una dote importante per il nostro professionista, questo significa dedicarsi assiduamente e con passione alla propria missione, mettendosi nell’ottica di ogni utilizzatore e di ogni scenario possibile.

  

È fondamentale che nutra Rispetto per l’ambiente, per la società, per gli altri, essendo capace sia di saper vedere che di saper ascoltare.

Una qualità che non gli può far difetto deve poi essere la Flessibilità, alle esigenze degli interlocutori, degli utilizzatori e dell’ambiente.

 

Deve possedere anche la Memoria, cioè ricordare come era un tempo, non dimenticare mai lo studio e l’evoluzione che c’è stata nei vari campi dello scibile ingegneristico per arrivare al punto in cui siamo.

  

Deve essere, infine, capace di Gratitudine nei confronti della Natura che osserva e che gli suggerisce come costruire gli oggetti, i sistemi che funzionano e le nuove idee di sviluppo. Deve, inoltre, saper esprimere questa Gratitudine nei confronti di coloro che hanno dato luogo ad invenzioni innovative e hanno fatto progredire la tecnologia e la scienza.

È utile che si ponga al Servizio della gente, della società, dell’Umanità e deve fare tutto questo con Gioia che è lo stato naturale in cui deve mantenersi l’Uomo. Deve apprendere, pertanto, la lezione che ci fornisce la collaborazione spontanea che si attua nel mondo animale: aiutiamo i nostri simili lasciando da parte la competizione, l’invidia e l’ambizione, collaboriamo sempre per il benessere di tutti.

  

L’ingegnere oggi deve avere delle caratteristiche più femminili: un tempo questa professione era esclusivamente appannaggio degli uomini, le donne ingegneri non esistevano nemmeno.

Oggi la donna ingegnere può essere utile  guida per l’ingresso verso una Nuova Era dove l’apertura mentale e senza pregiudizi superi il fallimento di vecchi schemi sociali o religiosi e delle tendenze culturali costrittive per la libertà di scelta dell'individuo. 

Le persone creative, che siano essi uomini o donne, sono quelle più portate a seguire l’intuito, quella capacità animale che conduce sempre verso la giusta strada.

Se osserviamo, infatti, ancora il mondo animale possiamo notare che gli animali non conoscono i condizionamenti, le false convinzioni o le etichette; essi agiscono secondo il loro istinto senza farsi influenzare dall’ambiente esterno o dal giudizio altrui, non fanno una cosa perché “così si deve fare”, sono liberi da vincoli psicologici e da gabbie mentali. Essi sono in grado di seguire il loro istinto con libertà.

 In definitiva il ruolo dell’Ingegnere del Futuro è quello di contribuire a creare un uomo, una collettività, un ambiente, un mondo, un cosmo in naturale e libera espansione.

 

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