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L’11 giugno è stato inaugurato a New York il 3 World Trade Center, grattacielo firmato dall’architetto di origini italiane Richard Rogers. È bene ricordare però che la ricostruzione dell’area non è ancora finita.
 
11 settembre 2001: una data difficile da dimenticare. Il crollo delle Torri Gemelle ha lasciato un segno nella coscienza di milioni di persone, americane e non. Da 17 anni è in corso la ristrutturazione dell’area colpita dall’attentato, una lenta rinascita basata sul master plan dello studio di Daniel Libeskind, architetto polacco naturalizzato statunitense. Il nuovo progetto comprende più edifici — non tutti sanno che il World Trade Center comprendeva altre strutture oltre alle due più famose (e sfortunate) —, alcuni dei quali ancora in fase di costruzione.
 
L’11 giugno, dopo otto anni di lavori, è stato finalmente inaugurato il 3 World Trade Center, grattacielo progettato dall’architetto italiano naturalizzato inglese Richard Rogers, vincitore nel 2007 del Premio Pritzker. Alto quasi 330 metri, con 69 piani dedicati a uffici, la struttura è attualmente la quinta per altezza a New York (ma si sa già che nel giro di qualche anno passerà alla quattordicesima posizione). Il 3 World Trade Center è affacciato sull’area del memoriale e si trova in mezzo ad altri edifici: il One World Trade Center, il World Trade Center Transportation Hub e il 4 World Trade Center.
Edificio dalla spiccata vocazione pubblica, il 3 World Trade Center è dotato di 1000 metri quadrati di superfici all’aperto divise in tre terrazze collocate a diverse altezze. La più grande, situata al diciassettesimo piano, ha un’area di circa 510 metri quadrati, è anche la più grande terrazza privata della Grande Mela; le altre due, di dimensioni più ridotte, si trovano al sessantesimo e al settantaseiesimo piano.
 
Il 3 World Trade Center sarà privo di colonne, ma avrà al centro un nucleo di cemento armato e all’esterno un esoscheletro d’acciaio. «Meno colonne hai, più flessibilità hai e, naturalmente, la possibilità di cambiare ha un ruolo fondamentale» ha affermato Rogers. «Devi rendere possibile il cambiamento, altrimenti le persone demoliranno l’edificio presto. E, naturalmente, la longevità è altamente sostenibile, e la sostenibilità è una parola chiave in questo periodo storico.»
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